Collegio Provinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati di Cuneo   Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati
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2015 - anno internazionale dei suoli
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Regolamento di applicazione delle disposizioni urgenti della legge professionale di Agrotecnico

(Legge 5 marzo 1991, n. 91, comma 2, articolo 12)

(Deliberazione del Consiglio del Collegio Nazionale degli Agrotecnici del 6 luglio 1991, n. 12 e successive modificazioni ed integrazioni)


INDICE


TITOLO I° - FORMAZIONE E FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI DEI
COLLEGI LOCALI


-Art. 1 - Assemblea degli iscritti
-
Art. 2 - Assemblea per la elezione degli organi dei
collegi locali
-Art. 3 - Seggio elettorale
-Art. 3/bis - Elenco nazionale degli scrutatori
-Art. 4 - Votazione
-Art. 5 - Chiusura della votazione
-Art. 6 - Scrutinio
-
Art. 7 - Elezione degli organi dei consigli dei collegi
locali
-Art. 8 - Riunioni del consiglio
-Art. 9 - Riunioni del collegio dei revisori dei conti
-
Art. 10 - Elezione degli organi dei collegi di nuova
costituzione
-
Art. 11 - Sostituzione dei membri del consiglio e del
collegio dei revisori dei conti
-Art. 12/bis - Divisione di collegi
-Art. 12 - Fusione di collegi
-Art. 13 - Riunioni e convegni



TITOLO II° - ELEZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO
NAZIONALE


-Art. 14 - Commissione elettorale
-Art. 14/bis - Modalità di voto
-Art. 15 - Incompatibilità
-Art. 15/bis - Insediamento
-Art. 16 - Sostituzione
-Art. 17 - Comunicazione delle decisioni
-Art. 18 - Riunioni e convegni
TITOLO III° - TENUTA DELL’ALBO


-Art. 19 - Iscrizioni
-Art. 20 - Elenco Speciale - Soppressione
-Art. 21 - Contenuto dell’albo
-Art. 22 - Divieto di iscrizione in più albi-Trasferimenti
-Art. 23 - Cancellazione e reiscrizione
TITOLO IV° - SANZIONI DISCIPLINARI - PROCEDIMENTO


-Art. 24 - Sanzioni disciplinari
-Art. 25 - Sospensione e cancellazione per morosità
-Art. 26 - Effetti della sospensione e della radiazione
-Art. 27 - Competenza del giudizio disciplinare



-Art. 28 - Svolgimento del procedimento disciplinare
-Art. 29 - Invito a comparire
-Art. 30 - Notificazione delle decisioni
-
Art. 31 - Astensione e ricusazione dei membri del
consiglio del collegio locale
-
Art. 32 - Astensione e ricusazione dei membri del
consiglio del collegio nazionale
-Art. 33 - Reiscrizione dei radiati
TITOLO V° - IMPUGNATIVE


-
Art. 34 - Ricorsi avverso le decisioni del consiglio del
collegio locale ed in materia elettorale e
disciplinare
-
Art. 35 - Contenuto del ricorso al consiglio del
collegio nazionale
-Art. 36 - Poteri del consiglio del collegio nazionale
-Art. 37 - Irrevocabilità del ricorso
-Art. 38 - Esame del ricorso
-Art. 39 - Decisione del ricorso
-
Art. 40 - Ricorso avverso le decisioni del consiglio del
collegio nazionale
TITOLO VI° - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE


-Art. 41 - Entrata in vigore di talune disposizioni
-Art. 42 - Controversie
-Art. 43 - Notificazioni e comunicazioni

TITOLO I°


FORMAZIONE E FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI DEI COLLEGI LOCALI


ART. 1


ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI


1. L’assemblea degli iscritti è convocata mediante avviso
contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo
della riunione in prima ed in seconda convocazione, delle
materie da trattare.
2. La convocazione si effettua a mezzo di lettera da
inviarsi a tutti gli iscritti nell’albo, esclusi i
sospesi, almeno quindici giorni prima della riunione,
copia dell’avviso di convocazione è affisso nella sede del
collegio sino al giorno dell’assemblea.
3. Presidente e segretario dell’assemblea sono
rispettivamente il presidente ed il segretario del
consiglio. Nel caso di impedimento o di assenza, il
presidente è sostituito dal consigliere più anziano per
iscrizione all’albo ovvero -in caso di pari anzianità- dal
più anziano di età. Nel caso di impedimento o di assenza
del segretario, il presidente dell’assemblea provvede alla
nomina di un sostituto scelto fra i componenti del
consiglio e, in mancanza di consiglieri, scelto fra i
presenti con votazione a maggioranza semplice.
4. L’assemblea delibera per appello nominale o, su
richiesta di almeno la metà dei presenti, per scrutinio
segreto. il processo verbale è redatto dal segretario
sotto la direzione del presidente e sottoscritto da
entrambi.
5. L’assemblea degli iscritti -per l’approvazione dei
conti preventivo e consuntivo è convocata nel mese di
aprile di ogni anno ed i relativi documenti debbono
essere depositati presso la sede del collegio almeno
quindici giorni prima, con facoltà per gli iscritti di
prenderne visione.

ART. 2


ASSEMBLEA PER LA ELEZIONE DEGLI ORGANI DEI COLLEGI LOCALI


1. L’assemblea per la elezione dei consigli locali degli
agrotecnici e, quando ne ricorrano le condizioni, del
collegio dei revisori dei conti, è fissata dal presidente
uscente nei quaranta giorni che precedono la scadenza del
consiglio in carica; i componenti di detti organi sono da
scegliersi fra i professionisti iscritti nell’albo.
2. L’avviso della assemblea elettorale deve contenere
l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della
riunione in prima ed in seconda convocazione, deve
essere comunicato a tutti gli iscritti nell’albo
-esclusi i sospesi- a mezzo di lettera raccomandata da
inviarsi con quindici giorni di anticipo sulla data di
riunione; copia dell’avviso di convocazione è affisso
nella sede del collegio sino al giorno dell’assemblea
elettorale.
3. Il presidente precisa nell’avviso di convocazione la
durata delle operazioni elettorali, che debbono
concludersi in un solo giorno; in ogni caso il seggio
elettorale deve rimanere ininterrottamente aperto per
almeno dieci ore complessivamente.
4. L’assemblea si intende validamente costituita quando
siano presenti in prima convocazione almeno un terzo ed in
seconda convocazione almeno il 10% degli aventi diritto
purché superiore al numero dei consiglieri da eleggere.
5. Nei locali ove ha luogo l’assemblea elettorale deve
essere posto a disposizione dei votanti l’elenco
aggiornato degli iscritti nell’albo, con la indicazione
degli eventuali sospesi.



ART. 3
SEGGIO ELETTORALE


1. Il seggio elettorale è composto da cinque membri, di cui
quattro scelti dal presidente del consiglio uscente fra
gli elettori presenti ed il quinto, con funzioni di
presidente, proveniente dall’elenco nazionale degli
scrutatori. Il seggio nomina al suo interno il .
2. Il presidente del consiglio uscente, entro il
quarantesimo giorno che precede la scadenza del consiglio
in carica, comunica alla segreteria del collegio nazionale
la data prevista per le elezioni e chiede il nominativo
del presidente del seggio e di un suo supplente, da
scegliersi esclusivamente dall’elenco nazionale degli
scrutatori. Il collegio nazionale deve provvedere a quanto
richiesto, dandone comunicazione entro i quindici giorni
successivi il ricevimento della richiesta.
3. Almeno tre componenti del seggio elettorale debbono
trovarsi presenti durante lo svolgimento delle operazioni
elettorali.
4. Il seggio elettorale deve essere istituito in un locale
idoneo ad assicurare la segretezza del voto e la
visibilità dell’urna durante le operazioni elettorali.
ART. 3/bis


ELENCO NAZIONALE DEGLI SCRUTATORI


1. E’ istituito l’elenco nazionale degli scrutatori, presso
il consiglio del collegio nazionale degli agrotecnici e
degli agrotecnici laureati, nel quale possono iscriversi,
a loro richiesta, tutti gli iscritti nell’albo
professionale da almeno cinque anni, in regola con il
pagamento delle quote di iscrizione e che non siano stati
colpiti da provvedimenti disciplinari.
2. Per l’intera durata del loro mandato, non possono
ottenere l’iscrizione nell’elenco nazionale degli
scrutatori i componenti del consiglio del collegio
nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati
ed i presidenti delle consulte degli agrotecnici.
3. I soggetti iscritti nell’elenco nazionale degli
scrutatori possono prestare incarico esclusivamente per un
albo diverso da quello nel quale sono iscritti.
4. Il presidente del consiglio del collegio nazionale, a
richiesta di un presidente del consiglio di un collegio
locale, provvede a designare il nominativo del presidente
effettivo e del presidente supplente del seggio
elettorale, dando a costoro comunicazione dell’avvenuta
designazione; i soggetti interessati debbono dare conferma
dell’accettazione dell’incarico entro cinque giorni
dell’avvenuta comunicazione.


5. Ove il presidente del seggio designato rifiutasse o
fosse impossibilitato a presenziare alle operazioni di
voto l’incarico si intende trasferito al supplente e, nel
caso anche questo ultimo si trovasse in condizioni di
impossibilità o rifiutasse, si procede ad una nuova
designazione.
6. Il rifiuto, anche motivato, dell’accettazione
dell’incarico può comportare la cancellazione permanente
dall’elenco nazionale degli scrutatori. La cancellazione è
disposta con provvedimento del presidente del consiglio
nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati,
notificato all’interessato.
7. Le modalità di iscrizione nell’elenco nazionale degli
scrutatori ed i criteri di designazione sono stabiliti con
apposito regolamento assunto dal presidente del consiglio
del collegio nazionale; in ogni caso nelle designazioni
costituisce criterio di preferenza l’aver seguito
specifici corsi di preparazione, la qualità e quantità
degli incarichi similari già svolti e l’esperienza
attinente, desumibile dal curriculum vitae.
ART. 4


VOTAZIONE


1. Il voto per l’elezione del consiglio del collegio locale
e, quando ne ricorrano le condizioni, del collegio dei
revisori dei conti viene espresso a mezzo di schede
separate, conformi ai modelli predisposti dal consiglio
del collegio nazionale, tramite le quali ogni votante può
esprimere un numero di preferenze non superiore a quello
delle persone da eleggere.
2. Le schede debbono essere timbrate e firmate dal
presidente del seggio in numero corrispondente a quello
degli aventi diritto al voto, nell’elenco degli elettori
viene presa nota degli iscritti che hanno votato.
3. Nel giorno fissato per le elezioni le operazioni di voto
debbono svolgersi per almeno dieci ore consecutive ovvero
per un tempo superiore ma senza alcuna interruzione.



ART. 5
CHIUSURA DELLA VOTAZIONE


1. Nel giorno stabilito per le elezioni, decorse le ore
fissate per la votazione, il presidente del seggio, dopo
aver ammesso a votare i presenti in sala, determina, in
base alle risultanze dell’elenco degli elettori ed alle
schede non utilizzate, l’esatto numero dei votanti ed
accerta la validità dell’assemblea.
2. Quando l’assemblea in prima convocazione non risulti
valida, il presidente del seggio non dà inizio alle
operazioni di scrutinio e, disposta la custodia -in
separati plichi sigillati- delle schede utilizzate e di
quelle non utilizzate, convoca l’assemblea alla data
precedentemente fissata per la seconda convocazione.
3. Nel caso in cui l’assemblea non risulti valida neppure
in seconda convocazione, il presidente del seggio ne dà
immediata comunicazione al presidente del collegio
nazionale il quale -informato il Ministero della
giustizia-procede alla nomina di un commissario
straordinario che provvederà ad indire nuove elezioni;
queste dovranno di norma aver luogo a non meno di un mese
ed a non più di quattro mesi dalle elezioni precedenti,
salvo proroghe.
ART. 6


SCRUTINIO


1. Accertata la validità dell’assemblea, il presidente del
seggio inizia le operazioni di scrutinio che sono svolte
pubblicamente e senza interruzione. Terminato lo spoglio
delle schede, il presidente forma una graduatoria in base
al numero dei voti riportati da ciascun professionista e
proclama eletti coloro che hanno ottenuto il maggior
numero di voti validamente espressi; in caso di parità di
voti è preferito il candidato più anziano per iscrizione
nell’albo e, tra coloro che abbiano uguale anzianità di
iscrizione, il più anziano per età.
2. Il risultato delle elezioni e l’avvenuta proclamazione
sono comunicati, entro tre giorni, dal presidente del
seggio al Ministero della giustizia ed al consiglio del
collegio nazionale a mezzo di lettera raccomandata o di
altro mezzo idoneo a garantirne il recapito.



ART. 7


ELEZIONE DEGLI ORGANI DEI CONSIGLI DEI COLLEGI LOCALI


1. Il presidente del consiglio uscente ovvero il
commissario straordinario, quando ricorrano le ipotesi di
cui all’art. 5 comma 3 del presente regolamento, entro
giorni otto dalla proclamazione convoca il consiglio per
la elezione delle cariche.
2. La riunione del consiglio è presieduta dal membro più
anziano per iscrizione nell’albo e, in caso di pari
anzianità, dal più anziano di età. Le funzioni di
segretario sono esercitate dal membro più giovane per
anzianità di iscrizione, e in caso di pari anzianità, dal
più giovane d’età. Alla riunione si applicano le
disposizioni di cui al successivo art. 8, commi 2 e 3.
3. Per l’elezione delle cariche il consiglio delibera per
appello nominale o, su richiesta di un terzo dei presenti,
per scrutinio segreto.
4. Presidente del collegio dei revisori dei conti, quando
esistente, è di diritto il componente più anziano per
iscrizione nell’albo e, in caso di pari anzianità, il più
anziano di età.
ART. 8


RIUNIONI DEL CONSIGLIO


1. Il consiglio è convocato dal presidente ogni qualvolta
lo ritenga opportuno o quando ne è fatta motivata
richiesta dalla maggioranza dei suoi membri e, comunque,
almeno una volta ogni tre mesi. Alle riunioni partecipano
i componenti il collegio dei revisori dei conti.
1/bis. La convocazione avviene a mezzo lettera,
contenente l’indicazione degli argomenti all’ordine del
giorno, da inviarsi ai consiglieri almeno otto giorni
prima dell’adunanza ovvero con altro mezzo ugualmente
idoneo, nei casi di comprovata urgenza è ammesso un
termine abbreviato, purchè i consiglieri ne vengano
informati con almeno due giorni di anticipo; il rispetto
dei termini normali di convocazione è dimostrato dai
timbri postali, quello di urgente convocazione da altro
mezzo idoneo.


2. Le riunioni del consiglio sono valide quando sia
presente la maggioranza dei suoi membri e le deliberazioni
sono adottate a maggioranza assoluta dei voti dei
presenti. In caso di parità di voti prevale, in materia
disciplinare, la decisione più favorevole all’incolpato;
in ogni altra materia prevale il voto del presidente o di
chi ne fa le veci. In caso di assenza del presidente le
sue funzioni sono svolte dal consigliere più anziano per
iscrizione nell’albo e, in caso di pari anzianità, dal più
anziano di età.



3. Il verbale di ogni riunione è redatto dal segretario
sotto la direzione del presidente, ed è sottoscritto da
entrambi.
ART. 9


RIUNIONI DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI


1. Il collegio dei revisori dei conti è convocato dal
presidente ogni qualvolta lo ritenga opportuno o quando ne
è fatta motivata richiesta da uno dei suoi membri, dal
presidente del consiglio del collegio e, comunque, almeno
una volta ogni tre mesi.
1/bis. La convocazione avviene a mezzo lettera,
contenente l’indicazione degli argomenti all’ordine del
giorno, da inviarsi ai consiglieri almeno otto giorni
prima dell’adunanza ovvero con altro mezzo ugualmente
idoneo, nei casi di comprovata urgenza è ammesso un
termine abbreviato, purchè i consiglieri ne vengano
informati con almeno due giorni di anticipo; il rispetto
dei termini normali di convocazione è dimostrato dai
timbri postali, quello di urgente convocazione da altro
mezzo idoneo.


2. Le riunioni del collegio dei revisori dei conti sono
valide quando sia presente la maggioranza dei suoi membri
e le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei voti
dei presenti. In caso di assenza del presidente le sue
funzioni sono svolte dal membro più anziano per iscrizione
nell’albo e, in caso di pari anzianità, dal più anziano di
età.
2/bis. I collegi dei revisori dei conti di cui all’art.
2, comma 3, della legge 5.3.1991, n. 91 svolgono le
funzioni di cui all’art. 2403 c.c.; per essi si adottano
in quanto applicabili, le disposizioni di cui agli artt.
2407 e 2408 c.c.


ART. 10


ELEZIONE DEGLI ORGANI DEI COLLEGI DI NUOVA COSTITUZIONE


1. Il commissario straordinario formato l’albo e verificata
la sussistenza del numero minimo di iscritti necessario
per la costituzione di un autonomo collegio e degli altri
requisiti di legge, indice le elezioni del consiglio
secondo le modalità elettorali di cui al presente
regolamento.
2. Le funzioni di presidente e di segretario del seggio
elettorale sono svolte, rispettivamente, dal commissario e
da un professionista, da esso designato, compreso
nell’albo di cui al primo comma.



ART. 11


SOSTITUZIONE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO E DEL COLLEGIO DEI
REVISORI DEI CONTI


1. Alla sostituzione dei membri dei consiglio o del
collegio dei revisori dei conti cessati dall’incarico per
qualsiasi causa, sono dal consiglio stesso chiamati,
secondo l’ordine della graduatoria di cui all’art. 6,
comma 1, del presente regolamento, i candidati che abbiano
ottenuto il maggior numero di voti dopo gli eletti; in
mancanza di tali candidati si provvede, entro il 30 aprile
dell’anno successivo a quello in cui si sono verificate le
vacanze, con elezioni suppletive.
2. I membri così eletti rimangono in carica fino alla
scadenza dell’organo di appartenenza.
3. Se il numero delle vacanze supera la metà dei membri del
consiglio o del collegio dei revisori dei conti, quando
esistente, il presidente deve -entro sessanta giorni-
convocare l’assemblea per la elezione dell’intero organo;
in tal caso il presidente dell’organo in attesa di essere
eletto ha facoltà di adottare i provvedimenti necessari ed
urgenti, salva ratifica del nuovo organo.
ART. 12


FUSIONI DI COLLEGI


1. La fusione di due o più collegi di province viciniori è
disposta dal Ministro della giustizia, su parere del
consiglio del collegio nazionale degli agrotecnici che ne
indica la sede in considerazione del rispettivo numero di
iscritti.
2. Il presidente del collegio indicato come principale
funge da commissario straordinario per l’espletamento
delle procedure di fusione dei collegi interessati.
3. Il commissario straordinario di cui al comma precedente,
entro trenta giorni dal provvedimento di nomina,
acquisisce dai presidenti dei collegi interessati alla
fusione, l’elenco aggiornato dei rispettivi iscritti, con
l’indicazione dei sospesi.



4. Nei sessanta giorni successivi il commissario
straordinario convoca l’assemblea per l’elezione degli
organi del nuovo collegio derivante da fusione, secondo le
modalità previste dalla legge e dal presente regolamento;
il collegio così costituito assume la denominazione
geografica delle province che ne fanno parte.
5. I presidenti dei collegi interessati alla fusione
trasmettono al consiglio del nuovo collegio, entro trenta
giorni dal suo insediamento, i fascicoli personali degli
iscritti, i registri nonché gli archivi dei collegi
medesimi, provvedono altresì a chiudere le loro posizioni
fiscali e previdenziali nonché a trasferire quelle
patrimoniali al nuovo collegio; indi cessano ogni attività
e ad essi subentra tutti gli effetti attivi e passivi il
nuovo collegio derivato dalla fusione.
6. Entro sei mesi dall’insediamento il nuovo consiglio
provvede alla pubblicazione dell’albo ed alla sostituzione
delle tessere e dei timbri professionali degli iscritti.
ART. 12/BIS


DIVISIONE DI COLLEGI


1. La divisione di un collegio interprovinciale in più
collegi provinciali, quando ne ricorrano le condizioni, è
disposta dal Ministro della giustizia, su proposta dal
consiglio del collegio nazionale degli agrotecnici,
tramite la nomina di un commissario straordinario.
2. Il commissario straordinario di cui al comma precedente
provvede a redigere l’albo del collegio di nuova
costituzione e ad indire la elezioni del consiglio e
-quando previsto- del collegio dei revisori dei conti.
3. Ad elezioni avvenute il commissario straordinario ne
comunica l’esito anche al presidente del collegio
interprovinciale nel quale erano precedentemente iscritti
gli agrotecnici trasferiti, questi provvede a sua volta ad
indire elezioni entro il 30 aprile successivo dal
ricevimento della comunicazione del commissario
straordinario ed il collegio così ricostituito assume
l’indicazione geografica della o delle province che
rimangono a farne parte.



4. Il presidente del collegio che ha ceduto gli iscritti
trasferiti, nel termine di trenta giorni dall’insediamento
del consiglio del nuovo collegio, provvede ad inviare a
quest’ultimo i fascicoli personali degli iscritti
trasferiti, trattenendone copia.
5. Entro sei mesi dall’insediamento dei consigli dei
collegi interessati alla divisione, questi provvedono alla
pubblicazione del nuovo albo ed alla sostituzione delle
tessere e dei timbri professionali degli iscritti.
ART. 13


RIUNIONI E CONVEGNI


Nell’ambito delle attribuzioni demandategli dalla legge il
consiglio del collegio può promuovere riunioni, convegni,
congressi e studi interessanti la categoria.


T I T O L O II°


ELEZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO NAZIONALE


ART. 14


COMMISSIONE ELETTORALE


1. La commissione di cui all’art. 4, comma 5, della legge 5
marzo 1991, n. 91, è composta da cinque agrotecnici ed è
presieduta dal più anziano per iscrizione nell’albo e, in
caso di pari anzianità, dal più anziano per età; le
funzioni di segretario sono esercitate da un funzionario
addetto all’ufficio delle libere professioni del Ministero
della giustizia.



2. La commissione di cui al comma precedente è nominata dal
Ministero della giustizia nei tre mesi precedenti la
scadenza del consiglio nazionale da rinnovare e rimane in
carica per l’intera durata della consiliatura rinnovata; ai
fini della nomina il presidente del consiglio nazionale,
nel rispetto dei termini appresso indicati, trasmette al
Ministero della giustizia un elenco di dieci nominativi di
agrotecnici fra i quali prescegliere i cinque componenti la
commissione.
3. In caso di dimissioni o rinuncia di un componente la
commissione si provvede alla sostituzione con altro
soggetto disponibile preso dall’elenco fornito dal
consiglio nazionale ovvero, se necessario, chiedendo al
collegio nazionale di integrare l’elenco stesso.
4. Le spese per il funzionamento della commissione
elettorale sono poste a carico del consiglio nazionale,
nel rispetto delle disposizioni legislative, normative,
regolamentari e di indirizzo al momento vigenti.
Art. 14-bis


MODALITA’ DI VOTO


1. A ciascun consiglio di collegio locale compete un voto
per ogni 50 o frazione di 50 iscritti in regola con il
versamento delle proprie quote d’iscrizione all’albo.
2. Il presidente del consiglio nazionale uscente, non prima
del quarantacinquesimo giorno e non dopo il quindicesimo
giorno antecedente la scadenza del consiglio in carica,
determina con provvedimento motivato il numero degli
iscritti in ciascun collegio locale ed adotta il
questionario di votazione.
3. Quando le operazioni di rinnovo del consiglio nazionale
cadono in prossimità del pagamento della quota
d’iscrizione annuale ovvero quando un rilevante numero di
quote d’iscrizione possa risultare pagato ma non ancora
materialmente rendicontato dal servizio di riscossione dei
tributi, tutti gli iscritti nell’albo non colpiti da
provvedimenti di sospensione si intendono in regola con la
quota annuale ed il loro numero è computato ai fini del
calcolo di cui al precedente comma 1.



4. Nello stesso periodo di cui al comma precedente il
presidente del consiglio nazionale in carica trasmette a
ciascun collegio locale, con lettera raccomandata od altro
mezzo equivalente, il questionario di votazione ed il
numero di voti a ciascuno spettante; la predetta
comunicazione è inviata in copia al competente ufficio del
Ministero della giustizia.
5. Avverso la determinazione del numero di voti spettanti
ai collegi locali, con delibera di consiglio adottata a
maggioranza, ciascun collegio può proporre motivato
ricorso alla commissione elettorale di cui al precedente
art. 14, per il tramite del consiglio nazionale in carica,
nel termine di giorni dieci dal ricevimento del
provvedimento presidenziale.
6. Il presidente del consiglio nazionale in carica riceve
il ricorso, lo istruisce e lo trasmette senza indugio alla
commissione elettorale competente; questa decide sul
ricorso entro trenta giorni dal ricevimento.
7. Il consiglio di ciascun collegio locale comunica alla
commissione elettorale ed al consiglio nazionale in
carica, nei modi e nei termini indicati, le generalità
complete del designato o dei designati, il numero di voti
di preferenza per ciascuno attribuiti nonchè il numero
degli iscritti nell’albo del collegio designante; la
commissione verifica quest’ultimo dato con quelli forniti
dal presidente del collegio nazionale.
8. Non possono esprimere voti i collegi retti da un
commissario straordinario ovvero che si trovino in una
delle condizioni di cui all’art. 3, comma 5, della legge 5
marzo 1991, n. 91, accertata da competente autorità.
9. I risultati delle elezioni, con la graduatoria degli
eletti aventi riportato il maggior numero di voti, sono
pubblicati nel Bollettino ufficiale del Ministero della
giustizia e sono tempestivamente comunicati alla
segreteria del consiglio del collegio nazionale degli
agrotecnici.



ART. 15


INCOMPATIBILITÀ


1. Il membro del consiglio del collegio locale eletto
membro dei consiglio del collegio nazionale degli
agrotecnici, o viceversa, deve optare, entro venti giorni
dalla comunicazione della seconda elezione, per una delle
cariche. In mancanza di opzione si presume che
l’interessato rinunci alla carica di membro del consiglio
locale.
2. Si applicano altresì le eventuali altre incompatibilità
previste da leggi o regolamenti.
Art. 15-bis


INSEDIAMENTO


1. Il presidente del consiglio nazionale in carica,
ricevuta la comunicazione di cui all’art. 14-bis, comma 8,
nei successivi trenta giorni provvede a convocare i
componenti il consiglio neo-eletto per l’insediamento e le
elezioni delle cariche.
2. In difetto di convocazione nei termini vi provvede
d’ufficio o su richiesta di un consigliere nazionale, il
presidente della commissione elettorale.
Art. 16


SOSTITUZIONE


1. A sostituire i membri cessati dall’incarico per
qualsiasi causa sono chiamati dal consiglio del collegio
nazionale degli agrotecnici i candidati compresi nella
graduatoria di cui all’art. 14-bis, comma 8, del presente
regolamento, che hanno ottenuto il maggior numero di voti
dopo gli eletti.



2. In mancanza di tali candidati si procede con elezioni
supplettive presso i consigli dei collegi locali che
avevano designato il componente da sostituire.
3. I membri del consiglio del collegio nazionale, nominati
a norma dei precedenti comma 1 e 2, rimangono in carica
fino alla scadenza del consiglio medesimo.
ART. 17


COMUNICAZIONE DELLE DECISIONI


1. Le decisioni del consiglio del collegio nazionale,
quando non diversamente stabilito dalla legge o dal
presente regolamento, sono comunicate entro sessanta
giorni agli interessati, al consiglio che ha emesso il
provvedimento, al procuratore della Repubblica presso il
Tribunale nella cui circoscrizione ha sede il consiglio.
ART. 18


RIUNIONI E CONVEGNI


1. Nell’ambito delle attribuzioni demandategli dalla legge,
il consiglio del collegio nazionale coordina le iniziative
dei consigli dei collegi locali.
2. Il consiglio del collegio nazionale può organizzare
riunioni, convegni e congressi a livello nazionale ed
internazionale per le materie interessanti la categoria.



TITOLO III°


TENUTA DELL’ALBO


ART. 19


ISCRIZIONI


1. La domanda di iscrizione nell’albo professionale degli
agrotecnici deve essere autenticata in uno dei modi
previsti dalla legge ed accompagnata dai seguenti
documenti ed attestazioni in corso di validità, in regola
con le vigenti imposte in materia di bollo:
a) certificato di nascita;


b) certificato di residenza;


c) certificato di cittadinanza italiana ovvero di altro
Stato membro della Comunità europea ovvero di uno Stato
avente trattamento di reciprocità con l’Italia;


d) certificato di godimento dei diritti civili e politici;


e) certificato generale del casellario giudiziale di data
non anteriore a mesi tre dalla presentazione;


f) diploma di agrotecnico o copia autentica di esso;


g) attestazione del conseguimento della abilitazione
professionale o copia autentica di essa;


h) certificazione del datore di lavoro, con l’indicazione
delle mansioni svolte, per gli agrotecnici con contratto
di lavoro subordinato;


i) attestato del versamento della quota annuale di prima
iscrizione nell’albo;


l) attestato del versamento dell’importo del timbro
professionale, della tessera di riconoscimento personale
e della tassa di prima iscrizione nell’albo, quando
richiesta;


m) attestato del versamento della tassa di concessione
governativa di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive
modificazioni ed integrazioni;


2. Le disposizioni di cui all’art. 1, comma 2, della legge
5 marzo 1991, n. 91, si applicano a partire dal 1 gennaio
1992.



3. Il collegio provinciale che riceve la domanda di
iscrizione nell’albo è tenuto ad esaminarla, per
l’accoglimento o la reiezione, entro giorni trenta dalla
presentazione. Qualora la domanda di iscrizione risulti
incompleta deve essere tempestivamente richiesto
all’aspirante l’integrazione della documentazione; in tale
caso il termine dei sessanta giorni decorre dal momento
della completa integrazione della domanda.
4. Esaminata la domanda di iscrizione il collegio
provinciale ne comunica l’esito al proponente; se la
domanda è respinta debbono esserne precisate le ragioni,
indicato l’organo al quale proporre eventuale ricorso e
restituiti tutti i documenti, le attestazioni nonché le
somme eventualmente versate dal richiedente l’iscrizione.
5. Quando il consiglio del collegio provinciale non abbia
provveduto ad accogliere o respingere la domanda entro il
termine stabilito dal comma 3, l’interessato può, entro i
successivi giorni trenta, proporre ricorso al consiglio
del collegio nazionale che, richiamati gli atti, decide
sulla domanda di iscrizione.
6. Gli agrotecnici che esercitano attività nell’ambito di
un rapporto di lavoro subordinato, possono iscriversi
all’albo con annotazione a margine, indicante il loro
status professionale.
ART. 20


ELENCO SPECIALE — SOPPRESSIONE


1. Entro novanta giorni dalla entrata in vigore della
presente deliberazione i consigli dei collegi provinciali
degli agrotecnici provvedono alla soppressione dell’elenco
speciale ed al trasferimento degli agrotecnici
professionisti ivi iscritti nell’albo.
A tal fine al primo degli iscritti nel soppresso elenco
speciale verrà attribuito il primo numero libero
disponibile nell’albo, conservando comunque l’anzianità di
iscrizione.



2. I timbri e le tessere di riconoscimento eventualmente
distribuiti agli iscritti nel soppresso elenco speciale
debbono essere ritirati e sostituiti con timbri e tessere
recenti le nuove posizioni occupata nell’albo.
Le spese per la sostituzione dei timbri e delle tessere
sono a carico degli iscritti e non potranno superare i
limiti ordinariamente stabiliti con deliberazione
esecutiva del consiglio del collegio nazionale.
ART. 21


CONTENUTO DELL’ALBO


1. L’albo degli agrotecnici reca per ciascun iscritto:
a) cognome e nome;


b) data e luogo di nascita;


c) indirizzo di residenza;


d) codice fiscale;


e) data ed istituto di conseguimento del diploma;


f) data e luogo di conseguimento della abilitazione
professionale;


g) data di iscrizione nell’albo;


h) eventuale anzianità di iscrizione, se diversa dalla data
di iscrizione;


i) eventuale nota a margine, con la quale si precisa lo
stato giuridico e professionale dell’iscritto.


2. A ciascun agrotecnico iscritto nell’albo viene assegnato
un numero progressivo, l’albo viene compilato secondo
detto ordine di iscrizione e reca un elenco alfabetico
degli iscritti che ripete anche il numero di iscrizione.
3. Copia dell’albo e degli eventuali aggiornamenti deve
essere trasmessa, entro giorni trenta dalla data
dell’ultimo aggiornamento o revisione, agli enti di cui
all’art. 8 della legge n. 251/86 nonché ai pretori del
distretto nella cui circoscrizione ha sede il collegio; le
comunicazioni sono effettuate a cura dei rispettivi
consigli provinciali.
4. Il consiglio del collegio locale provvede alla revisione
dell’albo con cadenza almeno triennale, copia dell’albo
revisionato deve essere trasmessa agli enti nei termini di
cui al comma 3 del presente articolo.



ART. 22


DIVIETO DI ISCRIZIONE IN PIU’ ALBI — TRASFERIMENTI


1. Non è consentita l’iscrizione contemporanea in più albi
provinciali degli agrotecnici.
2. L’iscritto in un albo che cambi la propria residenza è
tenuto a chiedere il trasferimento della propria
iscrizione nell’albo del collegio nella cui giurisdizione
elegge residenza; alla domanda deve essere allegato il
nulla—osta del consiglio del collegio di provenienza.
3. In caso di accoglimento della domanda di trasferimento,
l’interessato è tenuto a corrispondere la tassa di
iscrizione stabilita dal consiglio del collegio nel cui
albo viene iscritto e mantiene l’anzianità che aveva
nell’albo di provenienza; per l’esame delle domande di
trasferimento si applicano le disposizioni di cui all’art.
19 del presente regolamento.
4. Il consiglio del collegio di provenienza, entro trenta
giorni dalla comunicazione dell’avvenuto trasferimento,
deve trasmettere al collegio di nuova iscrizione il
fascicolo personale dell’interessato.
5. Su richiesta di uno dei due collegi interessati dal
trasferimento la quota annuale di iscrizione versata
dall’iscritto viene ripartita fra i collegi stessi in
ragione del periodo di effettiva iscrizione in ciascuno di
essi.
ART. 23


CANCELLAZIONE E REISCRIZIONE


1. Il consiglio del collegio dispone la cancellazione
dell’iscritto dall’albo per il verificarsi di una delle
condizioni di cui all’art. 9 della legge n. 251/86 e
successive integrazioni e modificazioni ovvero su
richiesta dell’interessato; la richiesta di cancellazione
non comporta il rimborso della tassa di concessione
governativa, delle somme versate al collegio o da questo
eventualmente iscritte a ruolo, anche a seguito di tardiva
richiesta di cancellazione.



2. L’agrotecnico cancellato dall’albo può richiedere la
reiscrizione quando siano cessate le ragioni che avevano
determinato la cancellazione, in tal caso egli conserva la
precedente anzianità, dedotto il periodo di interruzione.
3. Gli agrotecnici già iscritti nell’albo o nell’elenco
speciale prima del 31 dicembre 1991 e successivamente
cancellati possono essere reiscritti, a loro richiesta e
quando siamo cessate le ragioni che avevamo determinato la
cancellazione, in esenzione dal conseguimento
dell’abilitazione professionale e dello svolgimento del
periodo di praticantato di cui all’art. 1 della legge 5
marzo 1991, n. 91.
4. Per ottenere la reiscrizione l’interessato deve produrre
tutti i documenti e le attestazioni indicate all’art. 19
del presente regolamento nonché la certificazione del
periodo di avvenuta iscrizione nell’albo, rilasciata dal
competente collegio; quando la domanda di reiscrizione sia
indirizzata al collegio presso il quale l’interessato era
iscritto, detta certificazione non è dovuta.



TITOLO IV°


SANZIONI DISCIPLINARI — PROCEDIMENTO


ART. 24


SANZIONI DISCIPLINARI


1. All’agrotecnico che si rende responsabile di abusi o
mancanze nell’esercizio della propria attività
professionale, di comportamenti o fatti lesivi del decoro
o del codice deontologico ovvero di inosservanze di leggi,
regolamenti o deliberazioni esecutive del consiglio del
collegio locale o nazionale si applicano le sanzioni
disciplinari di cui all’art. 9 della legge n. 251/86 e
successive modificazioni ed integrazioni; dette sanzioni
sono: il richiamo, la sospensione, la radiazione.
2. Il richiamo consiste nel rilievo di una trasgressione od
abuso di lieve entità commesso dall’agrotecnico e
nell’invito all’osservanza dei propri doveri. Quando non è
conseguente ad un procedimento disciplinare il richiamo è
disposto dal presidente del consiglio del collegio locale
—che lo comunica all’interessato— e che redige anche il
relativo processo verbale.
3. La sospensione dall’albo per un periodo non inferiore a
giorni quindici e non superiore ad anni uno viene inflitta
nei casi di gravi mancanze che ledano la dignità ed il
decoro professionale. Oltre i casi di sospensione previsti
nel codice penale, importano di diritto la sospensione
dall’albo:
a) l’interdizione dai pubblici uffici per una durata non
superiore a tre anni;


b) il ricovero in un manicomio giudiziario fuori dei
casi previsti nel comma seguente; il ricovero in una
casa di cura o di custodia; l’applicazione di una
misura di sicurezza non detentiva prevista dall’art.
215, comma terzo, nn. 1, 2, 3 del codice penale;


c) l’applicazione provvisoria di una pena accessoria o
di una misura di sicurezza ordinata dl giudice a
norma degli art. 140 e 206 del codice penale.



Nei casi di sospensione di diritto, detta sanzione è
immediatamente esecutiva nonostante ricorso e non è
soggetta a limiti di durata.


4. La radiazione dall’albo può essere disposta per gravi
inosservanze di leggi, regolamenti, per ripetute
violazioni di deliberazioni esecutive nonchè quando
l’iscritto riporti con sentenza irrevocabile condanna alla
reclusione per un delitto non colposo, quando con la sua
condotta abbia gravemente compromesso la propria
reputazione e la dignità professionale ovvero nel caso di
cui al seguente art. 25, comma 3.
Importano di diritto la radiazione dall’albo:
a) la condanna con sentenza irrevocabile, per uno dei
reati previsti dagli articoli 372, 373, 374, 377,
380, 381 del codice penale;


b) l’interdizione dai pubblici uffici perpetua o di
durata superiore ai tre anni e la interdizione dalla
professione per uguale durata;


c) il ricovero in un manicomio giudiziario nei casi
indicati nell’articolo 222, comma secondo, del codice
penale, o l’assegnazione ad una colonia agricola, ad
una casa di lavoro o ad una casa di cura e di
custodia.


5. L’agrotecnico sottoposto a procedimento per delitto non
colposo è sottoposto a procedimento disciplinare per il
medesimo fatto, sempreché non intervenga sentenza di
proscioglimento.
6. Se nell’espletamento del procedimento disciplinare il
consiglio del collegio rileva gli estremi di un reato, ne
informa il procuratore della Repubblica.
7. L’infrazione disciplinare si prescrive nel termine di
anni cinque. Si osservano, in quanto applicabili, le norme
di cui agli artt. 158. 159, 160 e 161 del codice penale.

ART. 25
SOSPENSIONE E CANCELLAZIONE PER MOROSITÀ’


1. Il mancato pagamento della quota di iscrizione annuale
comporta l’automatico venire meno della condizione di
regolarità iscrittiva e l’obbligo della sospensione
dall’Albo professionale fino a regolarizzazione avvenuta.
La sospensione per morosità, assunta non in esito ad un
procedimento disciplinare, non è soggetta ai limiti
temporali di cui al comma 4 dell’art. 9 della legge 6
giugno 1986 n. 251 e successive modificazioni.
2. Il presidente del consiglio del collegio locale assume
il provvedimento di sospensione nonché i provvedimenti di
revoca della sospensione quando l’iscritto dimostri di
aver corrisposto integralmente i contributi dovuti,
gravati degli eventuali interessi legali che il collegio
ritenga di dover applicare e delle spese sostenute per
riscuoterli.
3. Quando risulti impossibile il recupero delle somme
dovute dall’iscritto moroso ovvero quando ricorrano altri
casi di legge o di regolamento il consiglio del collegio
locale può deliberarne la cancellazione amministrativa
dall’albo, non prima di aver assegnato all’interessato un
congruo termine per il pagamento di dette somme.
4. Il provvedimento di sospensione per morosità e di revoca
della sospensione per morosità, in quanto attività
amministrativa, è adottato dal presidente del collegio
locale in forma di atto monocratico. Avverso tale
provvedimento l’interessato può proporre ricorso
gerarchico al consiglio del collegio locale.
5. Per la reiscrizione amministrativa nell’albo di un
cancellato per morosità il consiglio del collegio locale
altresì osserva, in quanto applicabili, le procedure di
cui all’art. 23, comma 2, 3 e 4, dal presente regolamento,
qualora l’iscritto abbia provveduto all’intero pagamento
delle somme dovute.
Art. 26


EFFETTI DELLA SOSPENSIONE E DELLA RADIAZIONE


1. Oltre agli altri effetti di legge la sospensione
dell’iscritto dall’esercizio professionale comporta la
restituzione al consiglio del collegio della tessere di
riconoscimento e del timbro professionale per tutta la
durata di esecuzione della sanzione.



2. Ove l’iscritto non provveda spontaneamente alla
restituzione di cui al comma precedente, il consiglio del
collegio lo invita, con lettera raccomandata, a provvedere
al più presto; trascorsi inutilmente quindici giorni, il
consiglio ne dà comunicazione al procuratore della
Repubblica presso il tribunale nella cui circoscrizione ha
sede il collegio e per conoscenza al Ministro della
giustizia ed al consiglio del collegio nazionale.
3. Oltre agli altri effetti di legge la radiazione
dall’albo comporta la restituzione al consiglio del
collegio della tessere di riconoscimento o del timbro
professionale; si osservano, in quanto applicabili, le
disposizioni di cui al precedente comma 2.
ART. 27


COMPETENZA DEL GIUDIZIO DISCIPLINARE


1. Le sanzioni disciplinari sono assunte dal consiglio del
collegio locale ove è iscritto l’incolpato, con
argomentata deliberazione a comunicate all’interessato
nonché agli enti di cui all’art. 8 della legge 251/86 e
successive modificazioni ed integrazioni ed ai pretori del
distretto nella cui circoscrizione ha sede il collegio, a
cura del presidente.
2. Se l’iscritto sottoposto a provvedimento disciplinare è
membro del consiglio competente a procedere, la competenza
spetta al consiglio del collegio del capoluogo del
distretto della Corte di appello.
3. Se l’incolpato è membro del consiglio del collegio del
capoluogo del distretto della Corte di appello, la
competenza per il giudizio disciplinare spetta al
consiglio del collegio designato dal consiglio del
collegio nazionale.
4. Il consiglio del collegio locale avvia il procedimento
d’ufficio ovvero su richiesta del pubblico ministero o del
consiglio del collegio nazionale degli agrotecnici.
5. Nessuna sanzione disciplinare, la cui applicazione
sia facoltativa, può essere inflitta senza che
l’interessato sia stato invitato a comparire dinnanzi al
consiglio. Nei casi di sospensione o di radiazione di
diritto l’audizione dell’interessato è facoltativa.

ART. 28


SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE


1. Il presidente nomina, tra i membri del consiglio, un
relatore il quale, nel giorno fissato per il procedimento,
espone al consiglio i fatti per cui si procede. Il
consiglio, udito l’interessato ed esaminate le eventuali
memorie o documenti, delibera a maggioranza dei presenti;
in caso di parità di voti prevale la decisione più
favorevole all’incolpato. Se l’interessato non si presenta
o non fa pervenire alcuna memoria difensiva né dimostra un
legittimo impedimento, si procede in sua assenza.
2. La deliberazione deve contenere l’indicazione dei fatti,
i motivi della decisione e la decisione del consiglio. Il
proscioglimento è preannunciato con la formula: “non
essere luogo a provvedimento disciplinare”.
3. Il consiglio del collegio locale nell’applicare le
sanzioni disciplinari della radiazione o della
sospensione, può ordinare la immediata esecuzione
provvisoria nonostante ricorso.
ART. 29


INVITO A COMPARIRE


1. L’invito a comparire dinanzi al consiglio del collegio è
comunicato all’interessato almeno trenta giorni prima
della data fissata per la comparizione e deve contenere:
I) le generalità dell’incolpato;


2) la menzione degli addebiti;


3) l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della
comparizione, con l’avvertimento che, in caso di mancata
comparizione dell’incolpato, si procederà in sua assenza;


4) il termine non inferiore a dieci giorni, entro il quale
l’interessato potrà presentare memoria e documenti;


5) la data e la sottoscrizione del presidente.


ART. 30


NOTIFICAZIONE DELLE DECISIONI


Le decisioni del consiglio in materia disciplinare sono
notificate, entro trenta giorni, all’interessato, e
comunicate al pubblico ministero presso il tribunale, al
procuratore generale presso la Corte di appello del
distretto ove ha sede il consiglio, al Ministero della
giustizia nonché alla segreteria del consiglio del
collegio nazionale.


ART. 31


ASTENSIONE E RICUSAZIONE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DEL
COLLEGIO LOCALE


1. L’astensione e la ricusazione dei membri del consiglio
sono regolate dagli artt. 51 e 52 del codice di procedura
civile, in quanto applicabili. Sull’astensione, quando è
necessaria la autorizzazione, e sulla ricusazione decide
lo stesso consiglio.
2. Se, a seguito di astensioni o ricusazioni, viene a
mancare la maggioranza dei suoi membri, il presidente del
consiglio ne da notizia al consiglio nazionale che designa
altro collegio al cui consiglio vanno rimessi gli atti.
3. Il consiglio competente a termini del comma precedente,
se autorizza l’astensione o riconosce legittima la
ricusazione, si sostituisce al consiglio del collegio cui
appartengono i membri che hanno chiesto di astenersi o che
sono stati ricusati; altrimenti restituisce gli atti per
la prosecuzione del procedimento.

ART. 32


ASTENSIONE E RICUSAZIONE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DEL
COLLEGIO NAZIONALE


1. L’astensione e la ricusazione dei membri del consiglio
del collegio nazionale sono regolate dagli artt. 51 e 52
del codice di procedura civile, in quanto applicabili.
Sulla astensione, quando è necessaria l’autorizzazione, e
sulla ricusazione decide lo stesso consiglio del collegio
nazionale.
2. Se a seguito di astensioni o ricusazioni viene a
mancare la maggioranza dei suoi membri, il presidente del
consiglio del collegio nazionale chiama ad integrare il
consiglio stesso con un numero corrispondente di membri
sorteggiandoli fra i presidenti dei collegi locali degli
agrotecnici, esclusi quelli della regione di appartenenza
del collegio provinciale in cui sono iscritti i soggetti
incolpati nel procedimento disciplinare nonché i
presidenti che versano in condizione di evidente
incompatibilità. L'accertamento delle condizioni di
incompatibilità è demandata al consiglio nazionale.
3. In caso di ricusazione od astensione del Presidente, le
sue funzioni sono svolte dal Consigliere in carica più
anziano per iscrizione e, nel caso di pari anzianità, dal
più anziano di età; nel caso di ricusazione od astensione
di tutti i Consiglieri le funzioni di Presidente sono
svolte dal più anziano dei subentranti, secondo il
criterio sopra indicato.
4. Nel caso di ricusazione od astensione del Segretario lo
stesso viene nominato nell'ambito dell'organo giudicante.
ART. 33


REISCRIZIONI DEI RADIATI


I. L’agrotecnico radiato dall’albo può essere reiscritto
quando siano trascorsi almeno cinque anni dal
provvedimento di radiazione e, se questo sia stato
adottato a seguito di condanna penale, sia intervenuta
riabilitazione. In ogni caso deve risultare che il radiato
ha tenuto, dopo la radiazione, irreprensibile condotta.
2. Alla reiscrizione del radiato si applicano le
disposizioni di cui all’art. 23, commi 2, 3 e 4, del
presente regolamento.



T I T O L O V°


IMPUGNAZIONE


ART. 34


RICORSI AVVERSO LE DECISIONI DEL COLLEGIO DEL CONSIGLIO
LOCALE ED IN MATERIA ELETTORALE E DISCIPLINARE


1. Le decisioni del consiglio del collegio locale in
materia di iscrizione, cancellazione e reiscrizione
nell’albo nonché in materia disciplinare, sono impugnabili
dagli interessati e dal procuratore della Repubblica
presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sede il
collegio, con ricorso al consiglio del collegio nazionale,
nel termine perentorio di trenta giorni dalla loro
comunicazione o notificazione; sempre nel medesimo termine
l’impugnativa può essere proposta d’ufficio dal consiglio
del collegio nazionale.
2. In materia di eleggibilità o di regolarità delle
operazioni elettorali ogni iscritto nell’albo ed il
procuratore della Repubblica competente a norma del comma
1 possono proporre ricorso al consiglio del collegio
nazionale, nel termine perentorio di trenta giorni della
proclamazione degli eletti ovvero dalla data di
comunicazione di tale proclamazione; sempre nel medesimo
termine l’impugnativa può essere proposta d’ufficio dal
consiglio del collegio nazionale.
3. Il consiglio del collegio nazionale, ricevuto il
ricorso, entro trenta giorni ne notifica copia al collegio
che ha emesso la deliberazione impugnata; quest’ultimo,
nei successivi trenta giorni dalla notifica, trasmette al
consiglio del collegio nazionale tutti gli atti, le
deduzioni ed i documenti che riguardano il ricorso stesso.
La mancata trasmissione degli atti inerenti il ricorso
sostanzia il reato di omissione di atti d’ufficio.
4. Il consiglio del collegio nazionale ha facoltà di
richiedere alle parti del ricorso di esibire ulteriori
documenti e proporre deduzioni aggiuntive.
5. Salvo che non sia diversamente stabilito a norma di
legge o di regolamento il ricorso al consiglio del
collegio nazionale non ha effetto sospensivo.



ART. 35


CONTENUTO DEL RICORSO AL CONSIGLIO DEL COLLEGIO NAZIONALE


1. Ricorso innanzi al consiglio del collegio nazionale è
redatto su carta libera.
2. Il ricorso contiene i motivi su cui si fonda ed è
corredato:
a) dalla indicazione degli estremi del provvedimento
impugnato e, se il ricorso riguarda la materia elettorale,
dagli estremi della proclamazione del risultato
elettorale;
b) dai documenti eventualmente necessari a comprovarne il
fondamento;
c) dall’indicazione del recapito al quale l’interessato
intende siano inviate eventuali comunicazioni o
notificazioni, in mancanza di tale indicazione le
comunicazioni o notificazioni sono depositate ad ogni
effetto presso la segreteria del consiglio del collegio
nazionale;
d) dalla ricevuta del versamento della tasse di cui
all’art. 1 del D.Lgs. c.p.s. 13.9.46, n. 261 e successive
modificazioni ed integrazioni.


ART. 36


POTERI DEL CONSIGLIO DEL COLLEGIO NAZIONALE


I. Il consiglio del collegio nazionale ha facoltà di
sospendere l’efficacia dal provvedimento impugnato,
annullarlo in tutto o in parte, modificarlo, riesaminare i
fatti ed anche infliggere una sanzione disciplinare più
grave.
2. In materia elettorale il consiglio del collegio
nazionale può annullare in tutto od in parte le elezioni,
ordinando la rinnovazione delle operazioni che ritiene
necessarie; in tali casi il consiglio nazionale nomina un
commissario straordinario incaricato di provvedere
all’esecuzione delle decisioni assunte.



ART. 37


IRRICEVIBILITA’ DEL RICORSO


1. E’ irricevibile il ricorso presentato dopo il termine
di trenta giorni dalla notificazione della deliberazione
impugnata.
2. E’ altresì irricevibile il ricorso manifestamente
infondato o proposto su materia per la quale il collegio
nazionale sia incompetente; l’irricevibilità e
l’incompetenza sono decise dal consiglio del collegio
nazionale con motivato provvedimento.
3. Se il ricorso non è corredato dalla ricevuta del
versamento della tassa prevista dall’articolo 1 del
decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13
settembre 1946, n. 261, e successive modificazioni, viene
assegnato al ricorrente un termine perentorio per
presentarla.
In caso di mancata presentazione della ricevuta nel
termine assegnato il ricorso è dichiarato irricevibile.
4. Quando il ricorso è proposto dal Procuratore della
Repubblica ovvero d’ufficio non è dovuto il versamento di
cui al comma precedente.
ART. 38


ESAME DEL RICORSO


1. Nei novanta giorni successivi alla notifica del ricorso,
il presidente del consiglio del collegio nazionale
provvede a nominare un relatore scegliendolo fra i
componenti il consiglio stesso.
2. Il presidente del consiglio del collegio nazionale prima
della nomina del relatore -comunque salve le facoltà di
quest’ultimo di cui al seguente comma 3-può disporre
indagini e chiedere le notizie che ritiene opportune; in
tal caso il termine di cui al corna precedente si intende
prorogato per il tempo strettamente necessario agli
adempimenti suddetti.



3. Il relatore del ricorso può chiedere alle parti di
fornire chiarimenti ovvero di produrre atti e documenti
integrativi per il tramite del presidente del consiglio
del collegio nazionale, questi provvede a stabilire un
termine entro il quale le parti del ricorso debbono
fornire risposta, trascorso infruttuosamente il quale il
relatore formulerà una proposta di decisione al consiglio,
sulla base degli elementi e degli atti in suo possesso.
4. Il consiglio del collegio nazionale, sentito il
relatore, ne approva, modifica o respinge le conclusioni
ovvero richiede che venga svolto un supplemento di
istruttoria; le sedute del consiglio si svolgono a porte
chiuse.
5. Le parti possono chiedere di essere sentite, proponendo
opposita istanza contenuta nel ricorso, nelle
controdeduzioni ovvero presentata nei sessanta giorni
successivi all’avvenuta notifica o comunicazione del
ricorso.
ART. 39


DECISIONE DEL RICORSO


I. La decisione contiene il nome e il cognome del
ricorrente, l’oggetto dell’impugnazione, i motivi sui
quali si fonda, il dispositivo, l’indicazione del giorno,
mese ed anno in cui è pronunciata, la sottoscrizione del
presidente e del segretario.
2. Le decisioni sono prese a maggioranza dei presenti, in
caso di parità prevale il voto del presidente o di chi ne
fà le veci, salvo che in materia disciplinare, nel quale
caso si applica il disposto dell’art. 28, comma 1.
3. La decisione è depositata presso la segreteria del
consiglio del collegio nazionale ed è notificata nel
termine di trenta giorni dal deposito alle parti, nel
recapito dichiarato; ove sia stata omessa tale
dichiarazione la notifica si esegue mediante deposito
presso la segreteria del consiglio del collegio nazionale.
4. La decisione di cui al comma precedente è altresì
comunicata al consiglio del collegio locale interessato ed
al procuratore della Repubblica presso il tribunale della
circoscrizione ove ha sede il collegio locale.

ART. 40
RICORSO CONTRO LE DECISIONI DEL CONSIGLIO DEL COLLEGIO


NAZIONALE


1. Le decisioni del consiglio del collegio nazionale
pronunciate sui ricorsi in materia di iscrizione,
cancellazione o reiscrizione nell’albo, nonché in materia
disciplinare o elettorale possono essere impugnate, nel
termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione,
dall’interessato o dal procuratore della Repubblica
competente per territorio, davanti al tribunale nella cui
circoscrizione ha sede il collegio che ha emesso la
decisione o presso il quale si è svolta la elezione
contestata.
2. La sentenza del tribunale può essere impugnata davanti
alla corte d’appello, nel termine di trenta giorni dalla
notifica, dall’interessato, dal procuratore della
Repubblica e dal procuratore generale competenti per
territorio.
3. Sia presso il tribunale che presso la corte di appello
il collegio giudicante è integrato da due agrotecnici.
4. Per ciascun tribunale, nella cui circoscrizione ha sede
un collegio locale degli agrotecnici, e per ciascuna corte
di appello, ogni triennio sono nominati dal consiglio
superiore della magistratura o, per sua delega, dal
presidente della corte di appello del distretto, quattro
agrotecnici, due in qualità di componenti effettivi e due
supplenti, scelti tra gli iscritti negli albi dei collegi
aventi sede nel distretto che siano cittadini italiani, di
età non inferiore ai venticinque anni, e di incensurata
condotta, ed abbiano una anzianità di iscrizione nell’albo
di almeno tre anni.
5. Qualora nell’albo di un collegio non risultino iscritti
agrotecnici aventi requisiti di cui al comma precedente
oppure risultino in numero insufficiente, il consiglio
superiore della Magistratura o, per sua delega, il
presidente della corte di appello del distretto sceglie
agrotecnici tra gli iscritti di altri collegi del
distretto o di altri distretti viciniori.



T I T O L O VI°


DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE


ART. 41


ENTRATA IN VIGORE DI TALUNE DISPOSIZIONI


1. Le norme relative alla durata, composizione e
funzionamento dei consigli dei collegi locali e del
collegio nazionale degli agrotecnici di cui alla legge 5
marzo 1991, n. 91, art. 2, commi 1, 2, 3; art. 3, commi 1,
3, 4; art. 4, commi 1, 3, 4, 5; si applicano
successivamente alla compiuta scadenza delle legislature
in corso al momento dell’entrata in vigore della legge. n.
91/91.
2. Per la costituzione di nuovi consigli di collegi locali
successivamente all’entrata in vigore della legge 91/91 si
osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della
legge professionale e del presente regolamento.
ART. 42


CONTROVERSIE


Il consiglio del collegio, prima di procedere alla
liquidazione degli onorari, delle indennità e delle spese
dovute per le prestazioni professionali svolte dagli
iscritti, ha la facoltà di sentire gli interessati e di
tentare la conciliazione.
Si deve in ogni caso tener conto della durata e
complessità dell’incarico svolto dal professionista nonché
dell’urgenza posta, dell’assunzione di responsabilità e
dei risultati conseguiti.





ART. 43


NOTIFICAZIONI E COMUNICAZIONI


1. Salvo che non sia altrimenti disposto le notificazioni
prescritte dal presente regolamento si effettuano a mezzo
del servizio postale tramite raccomandata ovvero tramite
l’ufficiale giudiziario.
2. In caso di mancato recapito per irreperibilità
dell’interessato, esse sono depositate, ad ogni effetto,
presso la segreteria del consiglio del collegio per un
periodo di sessanta giorni, salvo che non sia disposto
diversamente.

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Data ultimo aggiornamento: 19/02/2014
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